DOCENTI
LA CONDUZIONE DELL'ATTIVITÀ DIDATTICA
La programmazione dell'attività didattica avviene a più livelli, che si intrecciano e convergono nel Consiglio di Classe.
- All'inizio dell'anno il Dirigente Scolastico elabora il piano delle attività, che prevede riunioni e scadenze per il Collegio dei Docenti, i Dipartimenti disciplinari e i Consigli di Classe.
- Il Collegio dei Docenti definisce le linee generali della didattica dell'Istituto.
- I Dipartimenti disciplinari discutono e definiscono obiettivi, metodologie, forme e criteri di valutazione, numero e modalità delle prove di verifica, criteri per l'adozione dei libri di testo.
- Ogni docente predispone una propria programmazione disciplinare per le varie classi che gli sono state assegnate, definendo obiettivi, contenuti, metodi e strumenti, criteri e modalità di valutazione. Ne consegna copia al Dirigente Scolastico e la presenta agli studenti.
- I Consigli di Classe esaminano le programmazioni delle varie discipline, analizzano la situazione della classe, definiscono gli obiettivi trasversali, progettano eventuali attività pluridisciplinari, coordinano le attività di approfondimento o di terza area, decidono le visite guidate e i viaggi d'istruzione, organizzano i corsi di recupero che si rendano necessari. Il coordinatore redige una programmazione di classe che contiene tutti questi elementi. Studenti e genitori vengono puntualmente informati e coinvolti nelle decisioni di loro competenza.
- È previsto anche un coordinamento delle classi parallele, su alcuni temi specifici: per il biennio iniziale la programmazione delle ore di approfondimento, per il monoennio la progettazione dell'esame di qualifica (simulazione delle prove d'esame, prove strutturate di maggio, criteri per la conduzione dell'esame stesso), per le classi quinte il lavoro in vista dell'esame di stato (elaborazione di moduli pluridisciplinari, progettazione delle simulazioni per le tre prove ed eventualmente per il colloquio, definizione delle griglie di valutazione per le tre prove, criteri per la stesura del documento del 15 maggio).
Obiettivi comuni a tutte le discipline e a tutte le classi sono: suscitare la motivazione, fornire strumenti per selezionare e fissare le conoscenze, stimolare la riflessione sul proprio apprendimento. Le modalità operative della didattica sono però improntate a una notevole varietà, e la scelta delle strategie dipende dalle discipline, dai contenuti, dal livello e dalla dinamica delle classi, dalla motivazione e dalle abilità degli studenti.
Le tecniche più note e più comuni sono la lezione frontale e la lezione dialogata : la spiegazione 'classica'dell'insegnante (con l'ausilio del manuale o meno), a cui si aggiungono la previsione di uno spazio per gli interventi e le domande spontanee degli studenti e la sollecitazione dei loro interventi, attraverso domande, richieste, proposte di ipotesi su quanto si sta trattando.
Altrettanto frequente è lo stimolo dell'operatività dello studente, che si può esplicare in due momenti. In una prima fase le conoscenze da apprendere vanno elaborate, con la costruzione (dapprima guidata e poi sempre più autonoma) di tabelle, schemi, mappe concettuali; ciò permette infatti di entrare in rapporto con i contenuti e con le relazioni che li legano, di comprenderli e di memorizzarli in modo più sicuro e più duraturo.
La seconda fase consiste nell'uso e nell'applicazione delle conoscenze acquisite in una serie di attività: dalla scrittura di un testo alla esecuzione di un piatto. In alcune discipline, soprattutto quelle professionali, l'attività di laboratorio assume una particolare rilevanza, anche in termini quantitativi.
Le strategie didattiche in alcuni momenti e per alcune necessità si possono articolare non sull'intero gruppo classe ma su gruppi più ristretti. Oltre al lavoro di gruppo (di solito organizzato per l'approfondimento di contenuti e il confronto di opinioni) si può ricordare il tutoring, spesso utilizzato per il recupero curricolare in classe, che consiste nell'affiancare nel lavoro di ripasso e di esercitazione due ragazzi con livelli di apprendimento diversi, in modo da sollecitare l'aiuto da parte dell'uno e l'emulazione da parte dell'altro.
L'organizzazione di attività di lettura e ricerca individuali è fondamentale per stimolare l'autonomia e per sviluppare le capacità e gli interessi dei ragazzi più brillanti e motivati. Tali attività possono poi avere ricadute all'interno della classe attraverso relazioni apposite.
Per alcune discipline e per alcuni contenuti l'uso delle nuove tecnologie può costituire un valido appoggio; basti ricordare la proiezione di film e documentari, la presentazione di percorsi all'interno di CD-rom tematici o di siti web, la videoscrittura, l'uso di software specifici per alcune attività professionali.
Nel contesto dell'apprendimento riveste notevole importanza la cosiddetta "metacognizione ", che consiste nella riflessione sul proprio apprendimento: sull'organizzazione, i tempi e i metodi adottati, sulle proprie capacità di comprensione e di memorizzazione. Sollecitando il confronto tra risultati ottenuti e strategie di studio, si può portare lo studente a un nuovo atteggiamento verso le discipline e verso la scuola, all'assunzione di responsabilità, alla messa a punto di efficaci percorsi di apprendimento. A questo scopo, un momento importante è l'analisi delle prove corrette: esaminare la tipologia degli errori, confrontare i risultati collettivi con lo svolgimento del modulo o dell'unità didattica, indurre gli studenti a riflettere sulla valutazione ottenuta, a osservare gli errori ricorrenti, a metterli in rapporto con le proprie modalità di preparazione alla verifica.
MODALITÀ DI CONTROLLO DELL'EROGAZIONE DEL SERVIZIO DIDATTICO
Gli obiettivi e le forme dell'attività didattica devono essere sottoposti a un autocontrollo attento e periodico da parte dei diversi livelli di programmazione, se non vogliono ridursi a dichiarazioni di principio prive di reale sostanza.
I singoli docenti, i Consigli di Classe e i Dipartimenti disciplinari raffrontano, a fine anno, le attività e i percorsi programmati con quanto effettivamente realizzato. I docenti presentano una relazione finale e un elenco dei contenuti effettivamente svolti per ogni classe; i Consigli di Classe elaborano un resoconto sul raggiungimento o meno degli obiettivi trasversali e sullo svolgimento o meno delle attività progettate (indicando le ragioni dell'eventuale mancato raggiungimento e svolgimento); i Dipartimenti disciplinari esaminano l'effettiva esecuzione di quanto progettato all'inizio dell'anno.
Tali valutazioni confluiscono al Dirigente Scolastico e ai collaboratori che ne riferiscono al Collegio; di tali relazioni tengono conto i vari organismi nella prima riunione dell'anno successivo, per ridimensionare obiettivi e progetti o per dotarsi di organizzazione e di strumenti più efficaci.
Al fine poi di effettuare un effettivo controllo sui risultati del servizio didattico, è necessaria l'osservazione, mediante opportune rilevazioni, delle diverse fasi del percorso formativo, dall'ingresso nell'istituto fino alla qualifica, dalla qualifica all'inserimento nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi fino al diploma ed eventualmente all'iscrizione ad un corso di laurea.
L'analisi del percorso degli studenti al termine degli studi garantisce infatti un riscontro delle effettive competenze prodotte.
A tale scopo vengono condotte indagini sui risultati degli studenti dopo la qualifica e dopo il diploma, così articolate:
- collocazione ed esiti nel mondo del lavoro degli studenti qualificati e degli studenti diplomati che non hanno proseguito gli studi;
- risultati scolastici degli studenti diplomati che hanno intrapreso un corso universitario o altri percorsi di specializzazione;
- risultati scolastici degli studenti qualificati che si sono iscritti al biennio postqualifica.
Le prime due ricerche possono dare preziose indicazioni sulla congruenza tra la preparazione e le aspettative del mondo del lavoro e dei percorsi scolastici esterni alla scuola, sull'effettivo bagaglio di conoscenze e abilità, ma soprattutto sulla capacità di ulteriore apprendimento e di comprensione rapida delle richieste.
L'indagine sulla prosecuzione del curricolo interno, invece, può fornire elementi intorno a un nodo problematico quale il forte dislivello esistente tra il monoennio di qualifica, che privilegia di fatto l'aspetto professionalizzante, e il biennio successivo a impianto prevalentemente teorico.
Altrettanto significative per avere un quadro della situazione e dell'efficacia didattica sono:
- analisi statistica della dispersione scolastica nel primo biennio (dall'iscrizione in prima all'iscrizione alla terza), accompagnata da interviste sulle motivazioni dell'abbandono, che possono fornire strumenti per un intervento sistematico sulla dispersione;
- ricerca sulle motivazioni della scelta del settore di qualifica (cucina, sala-bar, amministrazione), dalla seconda alla terza, per comprendere il peso delle diverse variabili (l'esperienza nel biennio, i presunti sbocchi professionali, le necessità familiari...) e per apportare eventuali correttivi all'orientamento interno.

